Testo unico del vino

La nuova legge di riferimento del settore vitivinicolo italiano.

In novanta articoli, mira a razionalizzare le norme su produzione, commercializzazione, denominazioni di origine, etichettatura gestione e controlli, attraverso importanti novità, alcune delle quali già applicabili, per altre bisognerà attendere i relativi decreti applicativi  che dovranno essere emanati entro il mese di febbraio 2018.

In questi mesi si fa un grande parlare del Testo Unico del Vino, o meglio della legge sulla “Disciplina organica della coltivazione della vite e della produzione e del commercio del vino” pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 302 del 28 dicembre 2016  ed entrata in vigore il 12 gennaio 2017, risultato di un processo virtuoso condiviso dalla filiera vitivinicola e frutto di un lavoro iniziato quattro anni fa.

Ma perchè è stata promulgata? Quali sono i suoi principali contenuti? In sostanza cosa cambia nel settore? Vediamo di capirne di più sintetizzandone gli aspetti essenziali.

La nuova legge in novanta articoli

Innanzitutto va detto che il Testo Unico riunisce, in  90 articoli, le diverse normative precedentemente in essere, rappresentando quindi il nuovo punto di riferimento del settore vitivinicolo italiano. Un’operazione di semplificazione ed armonizzazione fatta con lo scopo di tagliare la burocrazia, migliorare il sistema dei controlli e dare informazioni più trasparenti ai consumatori.

In pratica la nuova legge mira a razionalizzare le norme su produzione, commercializzazione, denominazioni di origine, etichettatura gestione e controlli, attraverso importanti novità, alcune delle quali già applicabili, per altre bisognerà attendere i relativi decreti applicativi  che dovranno essere emanati entro il mese di febbraio 2018.

Di seguito sintetizzerò alcuni dei riferimenti più salienti che la nuova normativa prevede.

Spazio all’ innovazione

Il Testo Unico da la possibilità di introdurre in etichetta sistemi di informazione al consumatore che sfruttino le nuove tecnologie al fine di  aumentare la trasparenza. Introduce anche un’importante innovazioni contro le contraffazioni attraverso un sistema di controllo incrociato di tutto riguardo.

Inoltre le cantine  e gli operatori vitivinicoli possono  inserire direttamente i propri dati per via telematica, ossia procedere in forma dematerializzata alla tenuta dei registri previsti dalla legge.

II provvedimento prevede anche che i Consorzi di tutela possono avvalersi di un sistema di controllo e tracciabilità attraverso l’apposizione di un codice alfanumerico in etichetta al fine di rendere possibile l’identificazione di ciascuna bottiglia immessa al consumo.


Semplificazione

Con il Testo Unico vengono abrogate due leggi e due decreti legislativi, nonchè conglobai e d armonizzati numerosi decreti tra cui quelli riferiti all’etichettatura, ai vini frizzanti, ai contrassegni, allo schedario viticolo, alle commissioni di degustazione e ai concorsi enologici.

In pratica permette un approccio chiaro e semplificato alla legislazione, dal vigneto alla canina, sino alla commercializzazione del vino, passando per controlli e certificazione.

Novità in vigneto e cantina

In vigneto, tra l’altro, introduce la salvaguardia dei vigneti eroici e storici, promuovendo interventi di ripristino e recupero, accentuando l’attenzione verso quelli ubicati in aree soggette a rischio idrogeologico, nonchè a difesa di quelli con particolare pregio paesaggistico, storico e ambientale.

Viene eliminata l’eterogeneità, nel senso che il periodo vendemmiale e quello delle fermentazioni vengono unificati su tutto il territorio nazionale e fissati dal 1° agosto al 31 dicembre di ogni anno.  La fermentazione e la rifermentazione dei vini Dop e Igp viene consentita  anche fuori dal periodo vendemmiale, purchè detta possibilità sia prevista dal relativo disciplinare di produzione.

Regole e controlli per le Dop

I 10 anni necessari per il passaggio da Doc a Docg per molti erano eccessivi, così il Testo Unico li riduce a 7. Mentre sarà più facile cancellare una denominazione che non viene rivendicata per tre campagne consecutive.

I vini a denominazione di origine saranno controllati a campione sulla base del risk analisys, mentre gli esami organolettici rimangono sistemici per quelle Doc che hanno una produzione annuale certificata superiore a 10.000 ettolitri, sotto tale quantitativo saranno effettuati a campione. I controlli analitici ed organolettici rimango obbligatori per tutti i vini a denominazioni di origine controllata e garantita (Docg).

Meno confusione tra categorie

La nuova normativa impone anche più chiarezza e meno interpretazioni. In questo contesto ricordo ad esempio il divieto di indicare qualunque riferimento geografico per i vini comuni, in modo da non equivocare con quelli a Indicazione geografica tipica. Sempre su questo fronte è stata chiarita anche la corretta impostazione dell’etichetta dei prodotti generici per ciò che attiene l’indicazione dell’azienda produttrice quando ricade in un’area di produzione di vini Dop o Igp.

Ricordo poi che per i vini a denominazione di origine e ad indicazione geografica etichettati con due o più varietà, d’ora in poi possono esse menzionate solo se presenti in percentuali non inferiori al 15%.

Comitato Nazionale vini

Con il Testo Unico il numero dei componenti del Comitato nazionale vini Dop e Igp varia. Ai 18 attuali, di ci 3 in rappresentanza del Dicastero dell’agricoltura, 3 esperti in materie vitivinicole, 2 in rappresentanza delle Regioni e Province autonome, 1 delle Camere di Commercio,  1 di Assoenologi, 1 dei Consorzi di tutela,  3 delle organizzazioni sindacali degli agricoltori,  2 delle cantine sociali, 1 degli industriali vitivinicoli e 1 dei commercianti vitivinicoli, si aggiunge un esperto designato dall’Ordine nazionale degli dottori agronomi e dottori forestali.

Inoltre l’incarico di membro effettivo del Comitato diventa incompatibile  con incarichi dirigenziali o di responsabilità svolti presso organismi di certificazione o altre organizzazioni aventi analoghe competenze. Il che vuol dire che la nuova compagine non permetterà ad alcuni attuali componenti di divedersi rinnovato l’incarico.

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Di Giuseppe Martelli
Presidente del Comitato nazionale Vini MIPAAF