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Slow Food e FISAR nuovamente insieme alIa manifestazione ” Il pensiero di Veronelli tra passato e futuro”

 

I nostri sommelier con Carlin Petrini

Da segnalare un evento unico nel suo genere: lo scorso Giovedì 24 Maggio nella splendida cornice di Pollenzo presso L’Università di Scienze Gastronomiche, insieme alla Famiglia Veronelli, la Banca del Vino, il ristorante Guido, l’Albergo dell’Agenzia, l’Associazione Volontari per il diritto allo studio all’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo e in collaborazione con la FISAR, si è svolta la giornata in memoria della figura e dell’opera di Luigi Veronelli meglio conosciuto come “Gino” Veronelli.

Ricordato come una delle figure centrali nella valorizzazione e nella diffusione del patrimonio enogastronomico italiano Antesignano di espressioni e punti di vista che poi sono entrati nell'uso comune e protagonista di caparbie battaglie per la preservazione delle diversità nel campo della produzione agricola e alimentare, attraverso la creazione delle De.Co. (Denominazioni Comunali), le battaglie a fianco delle amministrazioni locali, l'appoggio ai produttori al dettaglio.

La giornata si è aperta con l’incontro nell’aula Magna dell’Università di Scienze Gastronomiche sul tema Il pensiero di Veronelli tra passato e futuro”, sono intervenuti Carlo Petrini (Fondatore di Slow food), Daniele Cernilli (giornalista enogastronomico), Cesare Pillon (giornalista enogastronomico) e Nichi Stefi (giornalista), moderatori dell’incontro prof. Nicola Perullo (Università degli Studi di Scienze Gastronomiche) e Gian Arturo Rota (curatore dell’archivio e custode della cantina di Veronelli che vanta oltre 40.000 etichette), Giancarlo Gariglio commentatore delle etichette in degustazione insieme a Daniele Cernilli.

Emozionante è stata la seconda parte della giornata in memoria di Gino Veronelli, dove nella sala rossa dell’Agenzia di Pollenzo, si è svolta la degustazione “Le bottiglie di Gino. Degustazione di 8 grandi vini della sua cantina privata".

Il servizio di queste spettacolari bottiglie è stato affidato agli esperti sommelier della Fisar Delegazione di Torino, capitanati dal Responsabile dei servizi Vincenzo Fragomeni con Fiorenza Cambiaghi, Pasquale Colloca e Giuseppe Santo, che hanno con la loro professionalità contribuito al giusto riconoscimento e tributo agli 8 grandi vini in degustazione.
Bottiglie in degustazione di oltre 30 anni, e un assaggio di ben 14 anni di vino dal 1964 (Il Barolo di Giacomo Conterno indicato inizialmente senza anno a causa della mancanza di una parte di etichetta è stato successivamente alla degustazione classificato molto probabilmente come 1964) al 1978  quattro grandi Barbaresco e altrettanti Barolo, raccontati dai produttori presenti e dai protagonisti del convegno.

La degustazione è iniziata con la prima batteria di 4 Barbaresco, seguita dall’intervento dei produttore con descrizione delle vigne e terreni che hanno dato vita a questi vini unici, aneddoti e ricordi della conoscenza con “Gino” , successivamente la degustazione dei 4 Barolo.
Circa 60 i partecipanti alla degustazione per un totale di 64 bottiglie, 8 per tipologia.

I degustatori, piacevolmente sorpresi dalla perfetta conservazione delle bottiglie che si è pienamente espressa in tutte le loro particolarità nel bicchiere permettendo di assaporare ed apprezzare la piacevolezza di vini ancora integri nel colore, profumi e tannini. Le bottiglie sono state appositamente mantenute impolverate esternamente.

Le bottiglie in degustazione e in ordine di servizio servizio:

 

 

BARBARESCO
1967-  Gaja
1970 – Riserva, Produttori del Barbaresco
1971 – Riserva Santo Stefano, Castello di Neive
1978 – Santo Stefano Riserva Speciale, Bruno Giacosa

BAROLO
s.a. – Giacomo Conterno (etichetta non leggibile e successivamente classificata dal produttore come un possibile 1964)
1970 Monprivato, Mascarello Giuseppe e figlio
1974 Brunate Riserva Selezionata, Rinaldi Giuseppe
1978 Bricco Bussia Vigna Cicala, Aldo Conterno

 

 

 

Nota di servizio da segnalare: nessuna delle 64 bottiglie aperte e servite presentava difetti.

 

Fiorenza Cambiaghi

 

Ufficio Stampa Nazionale FISAR

 

 

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