Immaginiamo una degustazione di vini da viti franche di piede

Il sommelier conosce la differenza sensoriale fra i vini delle viti franche di piede ed i vini delle viti innestate sui portinnesti americani? E’ un’esperienza degustativa che suggerisco perché vale la pena di viverla.

 

Da un recente servizio australiano, pubblicato su OIV News del 19 giugno 2018, emerge la profonda preoccupazione degli organi ufficiali per i danni (mortalitá) dei vigneti franchi di piede (non innestati) provocati dalla fillossera radicicola; questi vigneti rappresentano il 74% della superficie esistente in Australia, nelle zone della Barossa Valley, di Victoria e della Tasmania. Analoga situazione si riscontra in Nuova Zelanda, dove lo scrivente ha dovuto cambiare le scarpe per evitare di propagare la fillossera in un vigneto sperimentale, debitamente

recintato e sottoposto a misure precauzionali sanitarie.

 

La fillossera é un insetto che attacca e distugge le radici della Vitis vinifera, rappresentante il 99% delle varietá coltivate nel mondo. L’insetto attacca anche le foglie della Vitis vinifera (es.

Sangiovese, Croatina) ma generalmente non richiede interventi.

 

Importata dall’America alla fine dell’800, in Europa distrusse milioni di ettari vitati e dopo due missioni di studiosi francesi in America, si decise di innestare la Vitis vinifera sui portinnesti

americani, aventi radici resistenti alla fillossera, in genere ibridi di Vitis riparia, Vitis Berlandieri, Vitis rupestris e qualche altra.

 

Il sommelier conosce la differenza sensoriale fra i vini delle viti franche di piede ed i vini delle viti innestate sui portinnesti americani? E’ un’esperienza degustativa che suggerisco perché

vale la pena di viverla. Di norma, per complesse ragioni fisiologiche, i vini delle viti franche sono qualitativamente migliori di quelli delle viti innestate, come gusto piú morbido e persistente, sia come olfatto, grazie agli aromi piú complessi, intensi e delicati. Fortunatamente il sapore foxy o selvatico (originato dall’antranilato di metile e dai polifenoli) e l’aroma di fragola delle uve americane (dato dalla molecola del furaneolo) non passa dalle radici dei portinnesti alle bacche delle varietá di Vinifera.

 

Immaginiamo di dover reperire i vini per organizzare dei confronti di degustazione tra vini internazionali da viti franche di piede e di viti innestate, della stessa etá, stessa area,stessa tecnologia, ecc. Domandiamoci in quali Paesi e aree geografiche si trovano le viti franche di piede, che secondo una nostra stima, suffragata dalla visita di una sessantina di Paesi viticoli, rappresentano circa il 15-20% della viticoltura mondiale.

 

Iniziamo dall’Italia: vini di viti franche di piede si producono soprattutto in Sardegna, nell’isola di S.Antioco e nel Sulcis, dove esiste la DOC Carignano del Sulcis. In Valle d’Aosta a Morgex e

La Salle (sino a 1200 m di altitudine) si coltiva il Prié blanc franco

di piede. Sull’Etna, anche qui alla stessa altitudine di Morgex, si ricontrano diversi vitigni, bianchi e rossi precoci, franchi di piede. Analogamente a Pantelleria da secoli si coltiva lo Zibibbo (ndr: Moscato di Alessandria,d’Egitto). Infine nel Delta del Po ferrarese si può trovare la Fortana del Bosco Eliceo, franca di piede e innestata, molto prossime fra di loro.

Se l’esercizio degustativo si vuole estendere anche all’estero, allora le aree franche di piede sono numerose. In Francia nelle Salines su Midí, alle foci del Rodano e soprattutto nella Camargue, dove i vigneti d’inverno vengono allagati per circa un mese per ottenere la morte della fillossera radicicola. In Spagna aree franche si trovano nella Mancha, in Andalusia,ecc. In Portogallo nell’incantevole vigneto del Douro e nell’isola di Madera. In Grecia diverse  isole hanno viti franche di piede, tra le quali Creta. Cipro, poco distante, é del tutto indenne. In zone desertiche del Nord Africa ( Marocco, Algeria, Tunisia) e nel Sud Africa vi sono vigneti

non innestati. In America sono presenti in California, nello Stato

di Washington, nell’Oregon, in Canadá,i n Messico, Venezuela, Colombia, Ecuador, Argentina e soprattutto in Cile. In quest’ultimo Paese in diverse visite abbiamo appurato che almeno 150.000 ettari sono franchi di piede e nella prefazione di un libro sosteniamo che la viticoltura cilena dovrebbe essere riconosciuta come patrimonio culturale dell’umanitá dell’UNESCO. Essa é protetta ad est dall’alta catena delle Ande e a ovest dal Pacifico,a nord dal deserto e a sud

dai freddi del polo sud. In Asia la Cina é tutta senza fillossera e in parte anche l’India. Senza fillossera sono in gran parte l’Egitto, l’Iiran, l’Irak,l a Siria,ecc. Vi sono poi i Paesi Caucasici (Georgia, Armenia), la Russia, il Kazakistan, che sono indenni dalla fillossera per le basse temperature invernali, che raggiungono anche i- 50 gradi C.,e dove le citi d’inverno sono coperte con terra.

 

Sono orgoglioso essere stato protagonista e di aver salvato la viticoltura franca di piede del Kazakistan, per il quale i francesi avevano consigliato di spiantare i vecchi vigneti e di sostituirli con barbatelle innestate.

 

Sintetizzando si può affermare che i vigneti franchi di piede possono resistere nelle aree desertiche, soprattutto sabbiose, o nelle zone con inverni aventi minime assai basse e con molta neve che fa da coibentante. Generalmente chi scrive consiglia l’impianto franco di piede nei terreni molto sabbiosi, aventi al massimo il 7% di argilla; questa, infatti, consente ai maschi della fillossera si camminare per andare alla ricerca delle femmine.

Vi sono altri sistemi di lotta contro la fillossera? All’inizio si è tentato con iniezioni gassose nel terreno di solfuro di carbonio, oggi abbiamo insetticidi e erbicidi potenti che potrebbero falcidiare la fillossera radicicola, ma sono tossici e inquinanti per il suolo. L’allagamento del vigneto si puó attuare nei terreni argillosi e vicino ai fiumi, ma é sempre costoso.

Rimane l’innesto su soggetti ibridi americani, operazione unica al mondo di lotta biologica ormai ultrasecolare. Non é tuttavia esente da difetti: i vini delle viti innestate su piede americano sono generalmente di qualità e durata inferiore e i vigneti durano 20-25 anni, causa diverse malattie (virus, batteri ,Mal dell’Esca,ecc.), contro i 100 anni ed oltre delle viti franche di piede.

 

Ho potuto anche osservare viti di Vitis vinifera franche di oltre 200 anni (con radici protette da muri) e una vite selvatica (Vitis silvestris, madre di tutte le nostre varieta’) di circa 1000 anni in un bosco dell’Ogliastra (Sardegna),sulla quale stiamo conducendo ricerche genetiche e di carattere nutraceutico.

 

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Di Mario Fregoni
Presidente Onorario OIV- Organisation Internationale de la vigne et du vin