Consumi: le previsioni di crescita vede una Cina al secondo posto dietro solo agli USA

Senza grosse sorprese, il primo motore di crescita sarà lo spumante, che crescerà del 2% annuo fino al 2021.

 

Entro il 2021 (con valore calcolato in un lasso temporale di 10 anni) il valore del mercato mondiale del vino crescerà del 40%, arrivando ad un volume di vendite di 2,66 miliardi di casse (pari a 31,92 miliardi di bottiglie), per un valore di 224,5 miliardi di dollari, grazie alle performance delle due principali economie, quelle di Stati Uniti e Cina, la cui crescita congiunta compenserà il declino dei consumi dei Paesi della Vecchia Europa. Ecco le previsioni di Vinexpo e IWSR – International Wine & Spirits Research.

 

Nei prossimi cinque anni la Cina diventerà il secondo mercato mondiale del vino, dietro agli Stati Uniti, grazie ad un aumento dei consumi di oltre il 30%.

Anche gli Stati Uniti di gran lunga il primo mercato del vino al mondo continueranno a correre, fino ai 45 miliardi di dollari del 2021 (+25%). Senza grosse sorprese, il primo motore di crescita sarà lo spumante, che crescerà del 2% annuo fino al 2021, proprio in Nord America, ma anche in Gran Bretagna e nell’area Asia-Pacifico, con Giappone e Australia in pole, che hanno spinto la crescita degli sparkling nell’area fino a quota 2,79 miliardi di dollari in valore nel 2016 per 9 milioni di casse (108 milioni di bottiglie), con la prospettiva di arrivare, nel 2021, a 3,73 miliardi di dollari per 15,8 milioni di casse (189,6 milioni di bottiglie).

 

Due saranno i continenti nei quali si noterà un fermento nei consumi. In Africa cresceranno i mercati di Angola, Nigeria, Kenia, Namibia (oltre a Sud Africa). Si consumeranno soprattutto vini spagnoli, grazie al loro prezzo competitivo, e in minor misura francesi. In Asia cresceranno invece Vietnam, Malesia e Indonesia, dove si prediligono vini di alta gamma, perché il vino in questi paesi rimane un prodotto di nicchia, accessibile a una porzione della popolazione piuttosto limitata, che chiederanno vini di qualità (Bordeaux soprattutto, ma anche vini australiani).

In linea con la tendenza a “bere meno ma meglio”, il consumo di vino fermo sarà spinto dalle etichette premium, quelle tra i 10 ed i 20 dollari allo scaffale/bottiglia. A perdere quote enormi, invece, ma non è necessariamente un dato negativo, sarà invece la categoria dei vini sotto i 5 dollari a bottiglia.

 

Fonte Vinexpo e IWSR – International Wine & Spirits Research e WineNews