Castelli, vallate e passiti: il volto meno conosciuto di Piacenza

Ultimo avamposto della Via Emilia, Piacenza con le sue verdeggianti valli punteggiate da castelli, ruderi e rocche regala a tutti i wine lovers piccoli e grandi gioielli enoici.

Nella Val d’Arda – conca orientale percorsa dal torrente Arda che si estende placidamente fino al confine con Parma – l’antico borgo di Vigoleno, con i suoi stretti vicoli che si snodano attraverso le antiche mura, ci accoglie con il famoso Vinsanto, una delle più piccole DOC italiane. Un vino dolce, da fine pasto, prodotto ancora oggi con le antiche tecniche ottocentesche. Tra le storiche cantine con un’innata tradizione viticola nella produzione di questo “oro rosso”, custodito e tramandato di generazione in generazione, a meno di un chilometro dal castello di Vigoleno troviamo l’azienda vitivinicola Massina di Loschi Paolo. Poco distante, nel territorio piacentino del Parco Fluviale dello Stirone, palpita invece il cuore dell’antica azienda Lusignani, che da oltre mezzo secolo produce un eccezionale Vinsanto con uve Trebbiano, Ortrugo, Melara e Santa Maria.

Da Vigoleno, con pochi minuti di macchina o – per i più sportivi – con una passeggiata di circa due ore, si raggiunge Castell’Arquato, borgo medioevale arroccato lungo la collina che domina il passaggio piacentino, dove la Tenuta Vitivinicola Croci, dal 1935 impegnata a coltivare con amore questi terreni, firma un particolarissimo icewine – “Emozioni di ghiaccio” –, un passito di Malvasia di Candia e Moscato il cui nome deriva dalla particolarissima tecnica di produzione utilizzata: le uve, infatti, una volta lasciate appassire naturalmente sulla vite, vengono raccolte con un’accurata selezione tra fine novembre e fine gennaio, nel primissimo mattino quando la temperatura notturna scende sotto i -5°C.

Proseguendo verso le ultime propaggini degli Appennini, sulla riva sinistra del Rio Grattarolo, si arriva a La Tollara, una piccola realtà vinicola che ogni anno produce 1000 bottiglie de “Il Giorgione“, un rosso, fermo e secco, vinificato con uve Bonarda.

Incuneata tra la val Trebbia a ovest, la val d’Aveto a sud-ovest, la valle del Ceno a sud-est, la val d’Arda a est, la Val Nure è l’alcova di uno fra i migliori vini passiti d’Italia: il Vinsanto di Albarola dell’Azienda Agricola Barattieri, ottenuto da grappoli perfetti di Malvasia di Candia aromatica, appassiti su graticci di bambù, con il suo caldo color mogano regala avvolgenti bouquet di nocciola, fichi, zabaione e tabacco.

Spostandosi oltre, nella piccola frazione di Gazzola, si può ammirare il Castello di Momeliano, situato sui primi rilievi collinari della val Luretta. Poco più a sud si apre la Val Tidone, una vallata incastonata tra le province di Pavia e Piacenza dove si trova la Tenuta Torre Fornello, che tra i suoi vini annovera un passito unico nel suo genere, “L’ottavo giorno”, ottenuto da uve botritizzate di Bonarda e garantito nel 2014 come vino da messa dalla Diocesi di Piacenza e Bobbio. Chiude questo tour enologico, l’Azienda Agrituristica e Vitivinicola Il Negrese, immersa nel verde delle colline di Ziano Piacentino. Dagli otto ettari di superficie vitata che circonda questa ex casa colonica, nascono un Malvasia Passito, un Bonarda e un Gutturnio estremamente pregiati.