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Esame Visivo Colore

 

Il Colore

 
Il vino è una soluzione idroalcolica contenente più di 600 componenti diversi.
Tra questi si trovano anche gli elementi responsabili della colorazione del vino. Si tratta delle sostanze polifenoliche: nei vini rossi gli antociani (presenti nella buccia dell’acino), i tannini ed i loro composti; nei vini bianchi per lungo tempo si è creduto che fossero i flavoni, ma invece i responsabili del colore giallo che li caratterizza sarebbero alcune sostanze fenoliche non ancora ben individuate.
 

Il colore

Il colore segue un’evoluzione che accompagna la vita stessa del vino, contrassegnandone le varie fasi. invecchiando e maturando, il vino subisce anche un lento ma costante processo di ossidazione, che a sua volta produce un mutamento del colore che, nei vini rossi, evolve dal rosso porpora brillante in un rosso granato con riflessi aranciati, fino a raggiungere, nei vini molto invecchiati, il caratteristico colore aranciato. Nei vini bianchi, invece, il processo ossidativo produce un cambiamento nel colore del vino che arriverà progressivamente ad assumere una colorazione ambrata e bruna.
Il colore di un vino dipende anche dai tipi di vitigni impiegati. il contenuto di antociani nei vitigni a bacca rossa varia, anche in maniera notevole, determinando di conseguenza una diversa colorazione dei vini. altro fattore importante ai fini del colore è il sistema di vinificazione usato: più a lungo dura la macerazione delle bucce, maggiore è la quantità di antociani estratti che vanno a conferire intensità di colore al vino. Infine l’affinamento in barrique determina una stabilizzazione del colore più alta rispetto ai vini affinati in botti grandi o in recipienti di altri materiali. il colore risulta quindi più netto e vivace ed inoltre ha la capacità di mantenere più a lungo una tonalità di rosso, ritardando la fase di trasformazione in aranciato.
 

Le tonalità del colore

 
 
Nei vini bianchi sono presenti le seguenti tonalità di colore:
 
 
 
 
 
• bianco carta: si tratta di un giallo così tenue da sembrare quasi privo di colore ed è tipico di vini molto chiarificati o trattati con carbone decolorante;
• giallo verdolino: questo tipo di colore è caratterizzato dalla presenza di riflessi verdognoli dovuti a residui di clorofilla nell’uva al momento della vendemmia;
• giallo paglierino: è il colore più diffuso nei vini bianchi ed è un giallo che richiama il colore della paglia e che può presentare intensità abbastanza diverse;
• giallo dorato: è un giallo intenso che ricorda la sfumatura tipica dell’oro; è comune nei vini liquorosi, in quelli ottenuti da vendemmie tardive e nei vini passiti giovani;
• giallo ambrato: è il colore finale nella scala di evoluzione dei vini bianchi; può essere il colore di un vino decrepito, soprattutto se il giallo ambra tende al bruno, ma è anche il colore caratteristico della maggior parte dei vini passiti e del Vin santo.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Nei vini rosati le tonalità sono invece: 
 
 
 
 
 
 
 
• rosa tenue: si tratta di un colore rosa che richiama quello dei petali del fiore;
• rosa cerasuolo: è un rosa che richiama invece il colore della ciliegia appena matura;
• rosa chiaretto: è una tonalità che si avvicina molto al colore rosso;
• buccia di cipolla: è un tipo di rosa simile a quello, appunto, della buccia della cipolla. altra tonalità particolare riconducibile ai vini rosati è il grigio, colore che tende al ramato e che può derivare sia da una vinificazione in rosato, che da una leggera macerazione di uve dalla buccia rosata come il pinot grigio.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Infine nei vini rossi le tonalità sono:
 
 

 

• rosso porpora: tonalità di rosso che tende al viola e che è molto simile al colore della peonia; si trova, per lo più, nei vini giovani ed è indice di ottima predisposizione all’invecchiamento se perdura oltre l’anno;
• rosso rubino: colore diffusissimo con vari livelli di intensità nei vini rossi e che richiama quello della pietra omonima;
• rosso granato: colore che ricorda il rosso del sangue e del granato, tipico dei vini sottoposti ad un lungo affinamento od ottenuti con alcuni particolari vitigni;
• rosso aranciato: tonalità caratteristica dei vini ossidati e di quelli in cui gli antociani sono stati persi quasi completamente a causa dell’ossidazione.
 
 
 

 

 

 

 

 

 

Intensità, vivacità del colore

 
L’intensità di un colore si definisce in maniera abbastanza facile: cupo, carico, intenso oppure, al contrario, pallido, scarico. Solitamente la maggiore intensità di un colore suggerisce una certa ricchezza di profumi ed una struttura ricca del vino, mentre, al contrario, una minore intensità preannuncia dei profumi più leggeri ed una struttura più sottile del vino.
La vivacità di un colore è una qualità che è sicuramente in relazione con la limpidezza, ma non necessariamente, dal momento che un vino limpido può tuttavia avere un colore spento. semmai a sostenere la vivacità di un colore è, in particolare, l’acidità presente in un vino.
Per esprimere la vivacità di un colore si possono usare i seguenti termini: vivo, netto, fresco,incerto, spento, sbiadito.
 
 
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