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Addio a Giacomo Tachis, l’uomo del Rinascimento del vino italiano nel mondo

tachisE' stato uno dei padri fondatori dell'enologia italiana. Per tutti è stato "l'uomo del Rinascimento del vino italiano nel mondo", "Il principe dell'enologia", artefice, padre e  inventore dei supertuscans come Tignanello, Solaia, Sassicaia e dei sardi Terre Brune, Turriga e altri ancora. Giacomo Tachis, piemontese d'origine, toscano d'adozione è scomparso oggi a 82 anni.

Nel 2010 aveva dato il suo addio, a 77 anni, alla sua attività ritirandosi nel suo studio affacciato sulla campagna di olivi davanti alla casa vinicola marchesi Antinori. "Ormai mi occupo solo di scrivere e studiare perché i classici avevano già capito i segreti della vigna".

Tachis era arrivato in Toscana assunto da Niccolò Antinori nel '61, dopo avere lasciato Imola, prima tappa del giovane enologo appena diplomato all'Istituto di agraria di Alba. "Imola, buon cibo e belle donne, mi piaceva tantissimo – aveva detto – Ma dovevo incontrare il paesaggio toscano, il legame tra vino e storia. E la storia è vita e va sempre rispettata".

Storico direttore delle Cantine Antinori per 32 anni, ha saputo condurre, come ha ricordato il marchese Piero Antinori nel nuovo libro "Tignanello. Una storia toscana", scelte audaci ed innovative: per quel vino ora sulle tavole dei grandi del mondo la prima volta venne superato il disciplinare della zona (il Chianti Classico), si utilizzò la fermentazione malolattica e si passò all'invecchiamento in barriques, anziché in botti.

Nel 2014 gli fu conferita la medaglia d'oro con il simbolo del Pegaso, massima onorificenza della Regione Toscana, consegnata alla figlia Ilaria perché già impossibilitato a muoversi. In quella circostanza Antinori disse: "riconoscimento meritatissimo, e lo dico a nome di tutti i colleghi Toscani e da Italiano, perché tutti noi dobbiamo essere molto, ma molto grati a Tachis per la sua opera".

Grati anche per la carica d'ottimismo che l'enologo riconosciuto come il fautore del Rinascimento italiano dava al settore. Tachis amava ripetere: "Il vino non conoscerà mai crisi perché la gente lo beve e lo berrà sempre'.

Fonte notizia: http://firenze.repubblica.it

Ufficio Stampa Nazionale FISAR

 

 

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