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67° Congresso Assoenologi – Anticipazione relazione di Giancarlo Prevarin

Giancarlo Prevarin, presidente dell’Associazione Enologi Enotecnici Italiani – Assoenologi, ossia dell’organizzazione di categoria che nel nostro Paese raggruppa e rappresenta i tecnici vitivinicoli, nella relazione che esporrà al 67° Congresso della categoria – che si svolgerà dal 3 al 7 giugno a bordo della “Costa Atlantica” – metterà in luce gli aspetti positivi e negativi del comparto. Di seguito ne anticipiamo alcune parti, atte a rimarcare positività e negatività del settore vitivinicolo italiano.

Positivo il fatto che le istituzioni abbiano accolto l’invito di Assoenologi lanciato a Venezia nel Congresso del 2008, quando denunciò che ben 21 enti sono deputati ai controlli e che spesso capitano in cantina squadre di entità diverse per controllare le stesse cose. Oggi questo problema è stato quasi completamente risolto.

Parere positivo anche sul lavoro svolto dal Ministero delle politiche agricole, per arrivare ad avere dati certi sulla produzione di Dop e Igp. Senza conoscere la consistenza del vigneto e della cantina Italia, come può il settore studiare strategie, ipotizzare controlli, impostare piani di vendita? Sarebbe come costruire un palazzo senza planimetria.

Un particolare plauso sarà rivolto al Ministro Mario Catania e al Presidente della Commissione agricoltura del Parlamento europeo Paolo De Castro per la battaglia che stanno conducendo per mantenere i diritti d’impianto, la cui riconferma è da sempre auspicata da Assoenologi.

Sul piano della formazione il Presidente dei tecnici vitivinicoli italiani condividerà le tesi avanzate dal Direttore Generale dell’Istruzione tecnica Raimondo Murano per il riordino della struttura formativa degli Istituti di viticoltura ed enologia e per il fatto che le Università che possono formare l’enologo siano state ridimensionate nel numero e accresciute in operatività e finalità, nella convinzione che il settore vitivinicolo italiano ha bisogno di diversi livelli di professionisti che però devono essere formati in modo adeguato e all’altezza delle richieste delle imprese.

Il Presidente di Assoenologi Giancarlo Prevarin darà invece un deciso parere negativo sulla piega che ha preso la concertazione tra Ministero e Conferenza Stato-Regioni, in cui spesso si scaricano tensioni che nulla hanno a che vedere con i provvedimenti in discussione e che comportano tempi lunghissimi di decisione anche per questioni semplici. Vedi ad esempio il recente decreto sulle Commissioni di degustazione che ha avuto una gestazione di 18 mesi e altri 4 ce ne sono voluti, poi, solo per cambiare la data di entrata in vigore.

Preverin illustrerà poi le sue preoccupazioni sul fatto che, sulla stessa materia, vengano assunti localmente provvedimenti e decisioni operative diverse, creando difficoltà e tensioni. Si riferisce, ad esempio, alla rivendicazione delle uve atte a dare vini Dop e Igp e alla gestione delle incombenze relative alla denuncia dei vigneti dove addirittura la modulistica è diversa tra una Regione e l’altra. Per non parlare del riallineamento dei vigneti e della relativa gestione delle anomalie, gravi per alcune, insignificanti per altre. Così come Prevarin criticherà il fatto che molto spesso le norme nel settore vitivinicolo abbiano interpretazioni disomogenee sul territorio nazionale auspicando un maggiore coordinamento, in modo che enti di controllo e non agiscano univocamente dal Piemonte alla Sicilia.

Il Presidente di Assoenologi sarà molto duro sul fatto che le semplificazioni amministrative stentino a decollare. Ad esempio, che l’innovativo sistema dello schedario vitivinicolo/denuncia delle uve unificate sia ancora applicato a macchia di leopardo, con dilatazione dei tempi di riscontro delle produzioni e di difficoltà di certificazione delle medesime.

Assoenologi punterà poi il dito sull’eccesivo ricarico che certi esercizi applicano al vino, moltiplicando anche 5 volte il prezzo di partenza. In questo modo i produttori fanno la fame, i consumatori sono scontenti e l’immagine del vino perde terreno. Nonostante siano passati alcuni anni rimangono sempre valide le conclusioni a cui è giunto il Congresso Assoenologi celebrato a Montesilvano, conclusioni che possono essere così sintetizzate: “in certi esercizi la cantina rende più della cucina”.

Programma completo: http://www.assoenologi.it/site/assets/upload/pdf/Congresso_67_programmaweb.pdf

 

Roberto Rabachino
Fonte: Ufficio Stampa Assoenologi

 

 

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